Il saggio si occupa delle relazioni esistenti, e spesso intessute di tragiche vicende, tra debiti migratori e richieste d’asilo. Il tema è affrontato con un approccio multidisciplinare di tipo antropologicogiuridico. L’indagine si basa su una ricerca sul campo condotta tra i richiedenti asilo in Italia provenienti dal Bangladesh. Per mezzo di una lettura interculturale e corologica – cioè, semanticospaziale – si analizza l’incontro tra culture e spazi d’esperienza differenti nello spettro del diritto. Il saggio propone una soluzione legale alle situazioni vissute da richiedenti asilo in Italia e suscettibili di essere qualificate in termini di tutela umanitaria. A questo risultato si perviene mediante una reinterpretazione inter-spaziale del divieto di patto commissorio e delle sue implicazioni rispetto ai diritti umani. Più in generale, l’uso interculturale dei diritti e del diritto – compreso il diritto interno degli stati – potrebbe gettare le basi per un pluralismo articolato a partire dai valori, come tale idoneo a promuovere l’inclusione della differenza culturale dal livello locale sino a quello globale. Inoltre, se accoppiato all’approccio corologico, esso potrebbe consentire ai soggetti sociali di superare i limiti intrinseci a un pluralismo strettamente inter-normativo e/o inter-ordinamentale, così come alla c.d. inter-legalità, e di esercitare la propria creatività culturale proprio attraverso le potenzialità del discorso giuridico.
Aree tematiche
Osservatorio
-
Post Recenti
- Il Notaio analogico nell’era digitale tra diritto liquido e suggestioni religiose e interculturali. Le nuove frontiere del trasferimento smart della ricchezza 23/07/2026
- MAGNIFICA HUMANITAS. Diritto, tecnologie e sfide educative: per un altro realismo 21/07/2026
- Frontiere geografiche e frontiere del diritto della migrazione: sempre più invalicabili? 06/07/2026
- Eredità digitale. Disciplina patrimoniale e tutela dei diritti post mortem. 06/06/2026
- Il design delle piattaforme social tra rischio psichico, modello economico e vulnerabilità. Riflessioni a partire da K.G.M. v. Meta et al. 02/06/2026