Fra le innumerevoli questioni fondazionali che si pongono a proposito del Metaverso, ne emerge una in particolare: può un avatar essere dotato di soggettività giuridica? Il tentativo di questa ricerca sarà quello di applicare il paradigma teorico del filosofo John R. Searle “X counts as Y in C” per provare a rispondere a tale domanda. Insomma, è possibile che un avatar (X, nonché Y di una precedente funzione di status) possa valere come soggetto di diritto (Y) nel contesto giuridico metaversale (C)? Si considereranno principalmente – con riferimento ai profili di responsabilità penale – quelli che chiameremo NPC [Non-Player Character/Non-Playable Character], vale a dire avatar mossi da AI [Artificial Intelligence]. Dopo un breve focus su alcune delle più note e risalenti fictiones iuris, ossia quelle di “persona fisica” e di “persona giuridica”, capaci di disvelare la storica duttilità del diritto, si approfondirà il paradigma di J.R. Searle. Consequenzialmente, si discuterà l’ipotesi di un quid pluris che renderebbe gli “attanti” metaversali qualificabili giuridicamente come soggetti di diritto alla stregua, ad esempio, degli enti ex d.lgs. 231/2001.
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