Il saggio intende tracciare i primi lineamenti di una possibile teoria dello spettatore giuridico. Con una metodologia multidisciplinare, l’analisi verte su due regimi di segni che mostrano come oggi lo spettatore sia la forma di soggettività privilegiata per comprendere la figura del cittadino e del destinatario nei processi politici e giuridici della post-modernità. Il primo regime di segni esplora la logica dei dispositivi ‘sinottici’ come strumenti privilegiati per la costruzione e il controllo dell’ordine sociale; il secondo indaga i segni che testimoniano la perdita di centralità del diritto statale e l’affermarsi di nuove fonti normative prive di legittimazione da parte dei cittadini/destinatari.
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