L’accesso equo al credito e ai servizi di pagamento da parte dei consumatori trova ostacolo nel linguaggio criptico e, talvolta, fuorviante della modulistica contrattuale e precontrattuale unilateralmente predisposta dagli intermediari, sia pure sulla base di quanto previsto dalla disciplina dei contratti bancari e dalle disposizioni delle Autorità di vigilanza. Il problema si accentua per quei consumatori che si trovano in una condizione personale di particolare ‘debolezza’, come i migranti e, più in generale, gli stranieri stabiliti in Italia, per i quali gli strumenti di tutela previsti per il ‘consumatore medio’ possono risultare inefficaci. Pertanto, si intende focalizzare l’attenzione sulla centralità del ruolo dell’intermediazione finalizzata ad agevolare la comprensione delle informazioni precontrattuali e delle offerte negoziali nel settore del credito; sull’ulteriore strumento della personalizzazione del contratto e dell’attività negoziale, quale approccio recentemente rivalutato dalla legislazione europea; ed, infine, sull’importanza dell’educazione finanziaria quale mezzo di tutela preventiva volto a sensibilizzare i risparmiatori rispetto alle insidie dei contratti, soprattutto sul piano delle loro conseguenze economiche.
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