Libertà religiosa e ‘fine della cristianità’. Una genealogia parigina del Concilio Vaticano II (1927-1965).

La diagnosi in merito alla fine del regime di cristianità sembra godere oggi di ampio consenso da parte del magistero, dall’episcopato francese fino al vertice della Chiesa universale. Il presente contributo ripercorre, attraverso alcune espressioni chiave, la genealogia storico-teologica di questo consenso. Muovendo dalla lettera pastorale Essor ou déclin de l’Église (1947) del cardinale Suhard, arcivescovo di Parigi, l’articolo risale al laboratorio intellettuale parigino degli anni Venti e Trenta — da Nikolaj AleksandrovičBerdjaev a Jacques Maritain, da Emmanuel Mounier a Étienne Gilson — in cui fu elaborata la distinzione critica tra cristianesimo e cristianità, per seguirne poi il percorso fino alla formula di Marie-Dominique Chenu sulla “fine dell’era costantiniana” (1961) e alla dichiarazione conciliare Dignitatis humanae (1965).

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