Tra le democrazie occidentali, nessun paese sperimenta più intensamente di Israele il problema del ruolo da attribuire alla religione. Ciò è la conseguenza delle ambiguità insite nello ‘status quo agreement’, che ha proclamato Israele stato ‘ebraico’ e ‘democratico’ al tempo stesso, originando una stretta interconnessione tra diritto statuale e diritto religioso. Tale dualismo si riflette in tutte le componenti dell’ordinamento giuridico israeliano e, soprattutto, nel diritto di famiglia, tradizionalmente appannaggio dei tribunali religiosi. La visione pan-religiosa della famiglia in Israele è, tuttavia, oggetto di attenzione da parte del legislatore e della giurisprudenza, impegnati a garantire il rispetto della tutela dei diritti fondamentali e, in particolare, del principio di uguaglianza all’interno delle relazioni coniugali. Numerosi sono stati gli interventi correttivi della Corte Suprema, che, fedele al suo ruolo paracostituente, ha provveduto a edificare un vero e proprio ‘bill of rights’ per via giudiziale, garantendo l’equilibrio tra forze laiche e forze religiose del paese.
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