L’articolo propone una lettura filosofico-giuridica dell’enciclica Magnifica Humanitas di Leone XIV, dedicata alla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale. Muovendo dalla Dottrina sociale della Chiesa e dal costituzionalismo (inter)nazionale, l’obiettivo è mostrare come il documento coniughi la difesa della dignità umana, l’effettività dei diritti e un realismo autentico alternativo alla politica di potenza. L’analisi si concentra su tre nodi: la critica al capitalismo digitale e alla normalizzazione della guerra; la non neutralità politica, sociale ed etica dell’intelligenza artificiale, da governare al livello della sua architettura e non del solo uso; il ruolo dell’educazione e della comunicazione come presidi di cittadinanza. Ne emerge la proposta di un governo democratico delle tecnologie, fondato sull’alleanza fra credenti e laici e su un’etica della cura attenta alla vulnerabilità.
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