L’Unione Europea è nata nel segno dell’unità e del pluralismo. Questo binomio, per alcuni versi ossimorico, ha trovato una sua sintesi istituzionale e procedurale. Da un punto di vista culturale, invece, l’Europa è divisa e gli sforzi di traduzione antropologica nello specchio del diritto sono stati finora assai scarsi. Questa diffrazione si traduce in un pluralismo giuridico che tratta le culture nazionali e sub-nazionali come se fossero entità parallele destinate a non incontrarsi mai, proprio come nell’universo della geometria euclidea. Il saggio tenta di indicare i percorsi per sviluppare
un’intercultura giuridica, sintonizzata su una dimensione antropologico-spaziale – corologica – in grado di rispondere ai bisogni dei cittadini europei e di supportare il progetto di un’Europa che non sia unita nella reciproca indifferenza culturale. Un’Europa non più spazio comune di giustizia ma, appunto, interspazio di una giustizia comune.
Aree tematiche
Osservatorio
-
Post Recenti
- Libertà di coscienza e giuramento nelle società plurireligiose europee. Approdi normativi, orientamenti giurisprudenziali e prospettive interculturali 28/03/2025
- Introduzione editoriale. La comunicazione giuridico-amministrativa interculturale. Un progetto di analisi e di riscrittura. 23/03/2025
- Anelli dell’invisibilità, anelli del potere. Alla ricerca di un equilibrio tra sorveglianza e democrazia a partire da Platone, Tolkien e Bentham. 24/02/2025
- Il Sabato, Babele e la traduzione 28/12/2024
- Abitare il sacro e diritto alla città. Percorsi di costruzione della soggettività giuridica: da clandestini a cittadini attraverso le chiese cristiano-ortodosse 22/12/2024