In diversi Stati a maggioranza islamica il precetto coranico che consente l’unione poliginica è stato distillato all’interno delle varie codificazioni relative allo statuto personale: il vincolo poligamico è divenuto così una delle modalità consentite per l’istituzionalizzazione di un legame affettivo. Tale scelta, se rappresenta una possibilità del tutto lecita in tali contesti, alle nostre latitudini si scontra con una tradizione giuridica e un tessuto socioculturale che invece attribuiscono un intrinseco disvalore all’unione poligamica. Questo rilievo, però, convive con un incontestabile dato di realtà: a seguito dei fenomeni migratori che hanno coinvolto il nostro Paese sono sempre più numerose le famiglie poligamiche de facto e in aggiunta non sono rari i casi in cui il poligamo chieda il ricongiungimento familiare di diverse consorti. Il saggio intende indagare il fenomeno sotto un triplice aspetto: il profilo religioso dell’istituto e i suoi riflessi in alcuni Paesi a maggioranza islamica; la reazione dell’ordinamento italiano alla diffusione della poligamia; il dibattito dottrinale e la discussione giurisprudenziale sul tema, segnatamente in Italia e Spagna. Il saggio si conclude sottolineando le similitudini tra il poliamore e la poligamia, rimarcando quali potrebbero essere le possibili conseguenze nel riconoscere giuridicamente il primo ma non la seconda.
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