Gli avvenimenti di Parigi hanno generato una crescente islamofobia nei Paesi occidentali collegata
alla paura dell’Altro. Infatti colui che è “diverso” e non si inquadra all’interno di una data cultura
viene visto con sospetto ed escluso dal tessuto sociale. La paura costringe quindi lo studioso a
ricercare strumenti per affrontarla sotto diversi profili: psicologico, semiotico e giuridico. In
particolare in quest’ultimo campo c’è da chiedersi se il principio generale di laicità tipico delle
democrazie occidentali abbia esaurito il suo compito o possa essere ancora considerato un valido
strumento per il governo delle differenze. In questo panorama si pone anche la musica. Quest’ultima
rappresenta un elemento simbolico colpito negli attacchi terroristici. Essa tuttavia è anche un potente
mezzo di unificazione e creazione di nuovi significati, sia in ambito statale che confessionale. Per
questa ragione essa assume una fondamentale importanza nelle nostre vite, sia come espressione
d’arte, sia come atto di culto che merita protezione giuridica, sia come espressione di spiritualità.
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