Il saggio indaga la possibilità di ridefinire la migrazione attraverso la categoria dell’abitare, superando la contrapposizione tra mobilità e sedentarietà. A partire dalla necessità di ricomporre il paradigma giuridico e politico della migrazione, si rivaluta lo ius migrandi e il concetto vatteliano di habitant perpétuel, esplorando il rapporto tra erranza e nuovo ordine mondiale. L’analisi si concentra sulle trasformazioni dello spazio come processo dinamico, in cui territorializzazioni, pratiche generative e segregazione abitativa si intrecciano. Attraverso la prospettiva della contextual diversity, si propone un ripensamento dello spazio non solo come luogo o flusso, ma come rete di relazioni, ridefinendo così il senso stesso dell’abitare nel mondo contemporaneo.
Aree tematiche
Osservatorio
-
Post Recenti
- Il senso della fine: Eubiosia e traduzione interculturale tra accompagnamento, morte e commiato 10/10/2026
- Il caso “Paragon”. Rischi ed eterogenesi dei fini di un sistema informatico concepito per attività investigativa d’intelligence 21/09/2026
- Discriminazioni di genere: il ruolo delle istituzioni 22/08/2026
- Il Notaio analogico nell’era digitale tra diritto liquido e suggestioni religiose e interculturali. Le nuove frontiere del trasferimento smart della ricchezza 23/07/2026
- MAGNIFICA HUMANITAS. Diritto, tecnologie e sfide educative: per un altro realismo 21/07/2026